NO ALLA GRONDA AUTOSTRADALE NEL PONENTE GENOVESE
Come se non bastassero le devastazioni all’ambiente provocate dai lavori per la costruzione del Terzo Valico ferroviario dei Giovi, sulla val Polcevera sta per abbattersi una nuova sciagura per la salute della popolazione di questa zona del ponente genvoese.
Lo scorso ventisette aprile la Commissione Europea ha dato il benestare al piano di investimenti proposto da Autostrade per l’Italia: 8,5 miliardi di Euro, di cui quasi la metà per il famigerato passante del capoluogo ligure.
Questa nuova colata di cemento sarebbe giustificata, secondo i suoi sostenitori, dal fatto che si ritiene – come si può leggere sul sito del movimento contrario http://www.dibattitopubblico.com – «possa alleggerire, se non addirittura eliminare il traffico sulle strade» cittadine.
Come invece viene spiegato in maniera quasi analitica sulle pagine del sito internet dei No Gronda, mentre i benefici saranno pressoché inesistenti, risulteranno notevoli gli aggravi di disagi per le popolazioni interessate da questa nuova follia.
Non sarà solo la salute pubblica a subire un netto deterioramento – le montagne interessate dal progetto sono colme di materiale amiantifero – ma anche i rapporti personali degli abitanti subiranno uno sconquasso.
Saranno, infatti, migliaia coloro che saranno costretti a spostarsi altrove per far posto alle infrastrutture necessarie alla realizzazione di diciannove chilometri di raddoppio dell’autostrada A10 nella direttrice est-ovest.
Chi scrive questo articolo e tutto il Circolo Culturale Proletario di Genova sono schierati al fianco dei genovesi, colpiti da questa ennesima servitù inutile, e dei comitati No Gronda: la salute non si svende, e neppure si può accettare la deportazione di massa per un’opera inutile e devastante.
Bosio (Al), 29 aprile 2018
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
http://pennatagliente.wordpress.com